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Tutti i Santi, solennità
Santo del giorno: S. Nuño (Nonio) Álvares Pereira, oblato O.C. (1360-1431)
Prima lettura
Apocalisse 7,2-4.9-14
Io, Giovanni, vidi un angelo che saliva dall'oriente e aveva il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli ai quali era stato concesso il potere di devastare la terra e il mare:
"Non devastate né la terra, né il mare, né le piante, finché non abbiamo impresso il sigillo del nostro Dio sulla fronte dei suoi servi".
Poi udii il numero di coloro che furon segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila, segnati da ogni tribù dei figli d'Israele:
Dopo ciò, apparve una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all'Agnello, avvolti in vesti candide, e portavano palme nelle mani.
E gridavano a gran voce: "La salvezza appartiene al nostro Dio seduto sul trono e all'Agnello".
Allora tutti gli angeli che stavano intorno al trono e i vegliardi e i quattro esseri viventi, si inchinarono profondamente con la faccia davanti al trono e adorarono Dio dicendo:
"Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen".
Uno dei vegliardi allora si rivolse a me e disse: "Quelli che sono vestiti di bianco, chi sono e donde vengono?".
Gli risposi: "Signore mio, tu lo sai". E lui: "Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell'Agnello".
Salmo responsoriale
Salmi 24(23),1-2.3-4ab.5-6
Del Signore è la terra e quanto contiene,
l'universo e i suoi abitanti.
È lui che l'ha fondata sui mari,
e sui fiumi l'ha stabilita.
Chi salirà il monte del Signore,
chi starà nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non pronunzia menzogna.
Otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.
Seconda lettura
Prima lettera di san Giovanni apostolo 3,1-3
Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! La ragione per cui il mondo non ci conosce è perché non ha conosciuto lui.
Carissimi, noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.
Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro.
Vangelo
Dal Vangelo secondo Matteo 5,1-12a.
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli.
Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:
«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché erediteranno la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
Mt 5,1-12a
Commento al Vangelo
I vari gradi di perfezione
La Scrittura chiama il nostro libero arbitrio a diversi gradi di perfezione, secondo lo stato e la misura di ogni singola anima. Era impossibile infatti proporre a tutti uniformemente la stessa corona di santità, perché non tutti hanno la stessa virtù, né la stessa volontà, né lo stesso fervore. La parola divina presenta dunque, per così dire, vari gradi e misure di perfezione.
Ne abbiamo il segno evidente nella varietà delle beatitudini evangeliche. Beati, si dice, coloro a cui appartiene il regno dei cieli; beati coloro che possederanno la terra; beati coloro che saranno consolati; beati coloro che saranno saziati! Noi crediamo, tuttavia, che c'è differenza tra l'abitare i cieli e possedere la terra, qualunque essa sia; tra la consolazione e la pienezza e sazietà della giustizia; che la distanza è grande tra coloro che riceveranno misericordia e coloro che meritano di godere della gloriosissima visione di Dio: "Altro è lo splendore del sole, altro lo splendore della luna e altro lo splendore di un'altra stella. Così è per la risurrezione dei morti" (1 Cor 15, 41-42) (…)
Vedete dunque, la perfezione comporta diversi gradi. (…) "Ci sono molte dimore nella casa di mio Padre", dice il Salvatore (Gv 14,2). Tutte le stelle brillano nel cielo; tuttavia, tra lo splendore del sole, della luna, di Venere e delle altre stelle, c'è molta distanza.
Letture: testo © Conferenza Episcopale Italiana. Letture, audio e commento: Evangelizo.org – Il Vangelo del giorno. Il sito non rivendica alcun diritto sui testi.