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Il Vangelo di mercoledì 7 ottobre 2026 (Lc 1,26-38)


Ascolta le letture

Vangelo – Lc 1,26-38

Beata Vergine Maria del Rosario (memoria)

Santo del giorno: S. Giustina di Padova, vergine e martire († 304)

Prima lettura

Atti degli Apostoli 1,12-14

Allora ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in un sabato.
Entrati in città salirono al piano superiore dove abitavano. C'erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo di Alfeo e Simone lo Zelòta e Giuda di Giacomo.
Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui.

Seconda lettura

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 1,46-65

«L'anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l'umiltà della sua serva.
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente
e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione
la sua misericordia si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili;
Ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato a mani vuote i ricchi.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
Per Elisabetta intanto si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio.
I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva esaltato in lei la sua misericordia, e si rallegravano con lei.
All'ottavo giorno vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo col nome di suo padre, Zaccaria.
Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni».
Le dissero: «Non c'è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».
Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse.
Egli chiese una tavoletta, e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati.
In quel medesimo istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio.
Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose.

Vangelo

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret,
a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.
Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te».
A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto.
L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.
Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre
e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo».
Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.
Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile:
nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto».
E l'angelo partì da lei.

Lc 1,26-38

Commento al Vangelo

Il bene supremo della preghiera

Il bene supremo è la preghiera, il parlare familiarmente con Dio. E' la relazione a Dio e l'unione con lui. Come gli occhi del corpo sono illuminati alla vista della luce, così l'anima protesa verso Dio è illuminata dalla sua ineffabile luce.

La preghiera non è l'effetto di una attitudine esteriore, ma viene dal cuore. Non si limita a a delle ore o a dei momenti determinati, ma, di notte come di giorno, è un'attivitò continua. Non basta accontentarsi di orientare il pensiero a Dio quando lo si applica unicamente alla preghiera; anche quando è assorbito da altre occupazioni – come la cura dei poveri o qualche altro impegno in vista di un'opera buona e utile, occorre aggiungervi il desiderio ed il ricordo di Dio, al fine di offrire al Signore dell'universo un cibo dolcissimo condito col sale dell'amore di Dio.

La preghiera è la luce dell'anima, la vera conoscenza di Dio, la mediatrice fra Dio e gli uomini. Per mezzo di essa l'anima si eleva al cielo ed abbraccia il Signore con indicibile affetto. Come un neonato verso la madre, ella si volge a Dio piangendo, assetata del latte divino. Esprime i suoi intimi desideri e riceve doni superiori ad ogni natura visibile. La preghiera, con la quale ci presentiamo rispettosamente a Dio, è la gioia del cuore e il riposo dell'anima.

Letture: testo © Conferenza Episcopale Italiana. Letture, audio e commento: Evangelizo.org – Il Vangelo del giorno. Il sito non rivendica alcun diritto sui testi.