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Tempo Ordinario · colore liturgico verde
XXXII Domenica del Tempo Ordinario
Santo del giorno: S. Geoffroy (Goffredo) di Amiens (F), vescovo (1066-1115)
Prima lettura
Libro della Sapienza 6,12-16
La sapienza è radiosa e indefettibile, facilmente è contemplata da chi l'ama e trovata da chiunque la ricerca.
Previene, per farsi conoscere, quanti la desiderano.
Chi si leva per essa di buon mattino non faticherà, la troverà seduta alla sua porta.
Riflettere su di essa è perfezione di saggezza, chi veglia per lei sarà presto senza affanni.
Essa medesima va in cerca di quanti sono degni di lei, appare loro ben disposta per le strade, va loro incontro con ogni benevolenza.
Salmo responsoriale
Salmi 63(62),2.3-4.5-6.7-8
O Dio, tu sei il mio Dio, all'aurora ti cerco,
di te ha sete l'anima mia,
a te anela la mia carne,
come terra deserta, arida, senz'acqua.
Così nel santuario ti ho cercato,
per contemplare la tua potenza e la tua gloria.
Poiché la tua grazia vale più della vita,
le mie labbra diranno la tua lode.
Così ti benedirò finché io viva,
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Mi sazierò come a lauto convito,
e con voci di gioia ti loderà la mia bocca.
Quando nel mio giaciglio di te mi ricordo e penso a te nelle veglie notturne,
A te che sei stato il mio aiuto,
esulto di gioia all'ombra delle tue ali.
Seconda lettura
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi 4,13-18
Non vogliamo poi lasciarvi nell'ignoranza, fratelli, circa quelli che sono morti, perché non continuiate ad affliggervi come gli altri che non hanno speranza.
Noi crediamo infatti che Gesù è morto e risuscitato; così anche quelli che sono morti, Dio li radunerà per mezzo di Gesù insieme con lui.
Questo vi diciamo sulla parola del Signore: noi che viviamo e saremo ancora in vita per la venuta del Signore, non avremo alcun vantaggio su quelli che sono morti.
Perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell'arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo. E prima risorgeranno i morti in Cristo;
quindi noi, i vivi, i superstiti, saremo rapiti insieme con loro tra le nuvole, per andare incontro al Signore nell'aria, e così saremo sempre con il Signore.
Confortatevi dunque a vicenda con queste parole.
Vangelo
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: "Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo.
Cinque di esse erano stolte e cinque sagge;
le stolte presero le lampade, ma non presero con sé olio;
le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell'olio in piccoli vasi.
Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono.
A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo, andategli incontro!
Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade.
E le stolte dissero alle sagge: Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono.
Ma le sagge risposero: No, che non abbia a mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene.
Ora, mentre quelle andavano per comprare l'olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa.
Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: Signore, signore, aprici!
Ma egli rispose: In verità vi dico: non vi conosco.
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora."
Mt 25,1-13
Commento al Vangelo
Risveglia in te il mio spirito addormentato!
O amore, stabile, forte e sempre vittorioso, insegnami ad amare Gesù con costanza invincibile e a servirlo con perseveranza incrollabile. Risvegliami, scuotimi, perché sia sempre pronta quando il mio Signore arriverà, alla prima o alla seconda veglia; e non sia insensibile né addormentata, quando si sentirà il grido a mezzanotte; ma, mossa e condotta da te, possa entrare degnamente alle nozze dell'Agnello. E allora, di grazia, fa' che la mia lampada sia piena dell'olio della carità (Mt 25,4), piena dell'incendio dell'amore, piena della luce splendida delle opere che produce una fede viva, affinché per mezzo tuo possa entrare in possesso delle delizie della vita eterna.
Mio dolcissimo Gesù, Sposo amatissimo, risveglia ora in te il mio spirito addormentato; nella tua morte, rendimi una vita vissuta per te solo. Dammi un'esistenza che risponde degnamente al prezzo del tuo sangue. Dammi uno spirito che ti gusta, un cuore che ti sente, un'anima che comprende la tua volontà, una virtù che compie ciò che ti sta a cuore, la stabilità che persevera con te. E, di grazia, all'ora della mia morte, aprimi senza tardare la porta del tuo dolcissimo cuore, affinché, per te, meriti di penetrare senza ostacoli nella stanza nuziale del tuo amore vivente dove mi rallegrerò di te e dove ti possederò, te, vera gioia del mio cuore. Amen.
Letture: testo © Conferenza Episcopale Italiana. Letture, audio e commento: Evangelizo.org – Il Vangelo del giorno. Il sito non rivendica alcun diritto sui testi.