Sabato della XXX settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Santo del giorno: S. Wolfgang (Volfango) di Rägensburg (D), vescovo (925-994)
Prima lettura
Lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi 1,18b-26
Fratelli, purché in ogni maniera, per ipocrisia o per sincerità, Cristo venga annunziato, io me ne rallegro e continuerò a rallegrarmene.
So infatti che tutto questo servirà alla mia salvezza, grazie alla vostra preghiera e all'aiuto dello Spirito di Gesù Cristo,
secondo la mia ardente attesa e speranza che in nulla rimarrò confuso; anzi nella piena fiducia che, come sempre, anche ora Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia che io viva sia che io muoia.
Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno.
Ma se il vivere nel corpo significa lavorare con frutto, non so davvero che cosa debba scegliere.
Sono messo alle strette infatti tra queste due cose: da una parte il desiderio di essere sciolto dal corpo per essere con Cristo, il che sarebbe assai meglio;
d'altra parte, è più necessario per voi che io rimanga nella carne.
Per conto mio, sono convinto che resterò e continuerò a essere d'aiuto a voi tutti, per il progresso e la gioia della vostra fede,
perché il vostro vanto nei miei riguardi cresca sempre più in Cristo, con la mia nuova venuta tra voi.
Salmo responsoriale
Salmi 42(41),2.3.5bcd
Come la cerva anela ai corsi d'acqua,
così l'anima mia anela a te, o Dio.
L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente:
quando verrò e vedrò il volto di Dio?
Questo io ricordo, e il mio cuore si strugge:
attraverso la folla avanzavo tra i primi
fino alla casa di Dio,
in mezzo ai canti di gioia
di una moltitudine in festa.
Vangelo
Dal Vangelo secondo Luca
Avvenne un sabato che Gesù era entrato in casa di uno dei capi dei farisei per pranzare e la gente stava ad osservarlo.
Osservando poi come gli invitati sceglievano i primi posti, disse loro una parabola:
«Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più ragguardevole di te
e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: Cedigli il posto! Allora dovrai con vergogna occupare l'ultimo posto.
Invece quando sei invitato, và a metterti all'ultimo posto, perché venendo colui che ti ha invitato ti dica: Amico, passa più avanti. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali.
Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».
Lc 14,1.7-11
Commento al Vangelo
"Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato"
Ci capita di fare uno sforzo per avanzare nella virtù e riceviamo certe grazie; ma alcune altre ci sono negate ed eccoci in una prostrazione profonda.
In effetti, nessun uomo può conseguire tutta la virtù che desidera, perché Dio onnipotente, che scruta i cuori, pone un limite anche al progresso spirituale, così che, di fronte all'incapacità di raggiungere la meta dei suoi sforzi, l'uomo non possa vantarsi di ciò che può realizzare. Ecco perché anche lui, il grande predicatore, che era stato trasportato al terzo cielo e aveva penetrato i segreti del paradiso, dopo questa rivelazione non fu in grado di vivere in pace e al riparo dalla tentazione.
Ma poiché Dio onnipotente ha stabilito per l'uomo dei limiti che non possono essere superati, se da un lato ha elevato il predicatore alla conoscenza delle cose celesti, dall'altro lo ha riportato alle sofferenze della sua debolezza. Affinché Paolo, scoprendo la misura delle sue capacità, nel momento in cui tentava senza successo di godere una serena tranquillità, non fosse trascinato dall'orgoglio fuori di sé e fosse costretto, nell'umiltà, a tornare sempre ai propri limiti.
Letture: testo © Conferenza Episcopale Italiana. Letture, audio e commento: Evangelizo.org – Il Vangelo del giorno. Il sito non rivendica alcun diritto sui testi.